L'urbanistica

 

 
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Bibliografia

"In cittā ci viviamo [...], ma anche per chi non ci abita, per tutti gli altri, la cittā - a torto o ragione - č il riferimento, la pietra di paragone". (Giovenale)

Questo č, in poche righe, il motivo dello sviluppo dell'urbanistica.

Primi fra tutti a svilupparla furono i Romani, costruendo le cittā come accampamenti. La cittā č poi stata abbandonata a se stessa ed č cresciuta disordinatamente, come sembra crescere tuttora, nonostante ci siano i Piani Regolatori Generali.

Ma guardando indietro, nel settecento, ci accorgiamo come le influenze di una corrente di pensiero che ha reso l'Europa come č oggi, l'illuminismo, permisero una cura "razionale" della cittā.

E' nel settecento, infatti, che ci si comincia a porre il problema della struttura della cittā, di come renderla "abitabile".

Lodoli, un critico contemporaneo a questo periodo, definisce appunto l'architettura "nuda

strutturalitā e utilitā", avendo ormai perso quella carica di emotivitā e di problematica etica, conoscitiva e  morale che aveva nel Barocco.

  

Nel settecento si conia anche il termine urbanistica, che

non riguarda solo le opere monumentali o le costruzioni, ma anche strade, piazze, illuminazione.

Un esempio č la necessitā di uno studio per riorganizzare l'assetto stradale per i primi trasporti su ferrovia.

 

 

Chiostro dietro la chiesa SS. Trinitā dei Monti


r.viglianti@email.it